|








 |
Risalendo le strada che
conduce ad Elva, che si abbia scelto la più panoramica o la più tortuosa, qualcosa, dopo tanta strada, appaga l'occhio e rinfranca il cuore: è il
campanile della Chiesa Parrocchiale che avvisa la prossimità del paese.
La
Parrocchiale di Elva, opera storica ed artistica di raro splendore,
è dedicata al culto di S. Maria Assunta e sorge nella borgata Serre.
I primi documenti
testimonianti la sua esistenza risalgono al 1355 ma lasciano molta incertezza
sulle sue condizioni di costruzione. Alla
cappella d'origine furono fatte nel
tempo aggiunte, ampliamenti e modifiche ancora in parte visibili sia dall'interno
che dall' esterno che hanno condotto all'attuale struttura architettonica. Le
ultime modifiche sembrano risalire al 1762 con la realizzazione della cappella
di San Pancrazio, patrono di Elva. Il portale del XV secolo è composto da
capitelli scolpiti con sculture raffiguranti teste umane o animali (têtes
coupées) e sopra l'arco del portale c'è un affresco quattrocentesco della Maestà
tra angeli, opera di Giovanni Baleison di Demonte. Internamente, sull'arco
trionfale che incornicia il presbiterio, ritroviamo altre sculture tra cui, ad
esempio, due demoni intenti a cuocere i dannati in un grosso calderone. Altre
sculture si trovano sul fonte battesimale trecentesco, che riporta alcuni versi
latini del Pater Noster, dell'Ave Maria e del Credo e sull'acquasantiera, opera
dei fratelli Zabreri di Pagliero (datata 1463), posta a sinistra del portale
d'ingresso.
Il presbiterio è completamente decorato con affreschi risalenti alla
fine del XV e inizio del XVI secolo ad opera del pittore fiammingo Hans Clemer
definito, proprio per la bellezza unica ed irripetibile di questa sua opera,
il "Maestro d'Elva". I dipinti della volta, rappresentanti
i quattro Evangelisti
affiancati dai Dottori della Chiesa, risalgono al 1440 e sono quindi da
ricondurre ad un pittore precedente e dall'identità non certa. Gli affreschi
laterali illustrano la storia della vita della Madonna dal concepimento fino
alla morte: Gioacchino cacciato dal tempio a causa della sterilità della moglie
Anna, il concepimento della Vergine, la sua nascita, la presentazione al tempio,
lo sposalizio con Giuseppe, l'Annunciazione, la visita ad
Elisabetta,
la
Natività, l'adorazione dei Magi, la circoncisione di Gesù, la fuga in Egitto, la
strage degli innocente e la morte e sepoltura della Madonna. Gli affreschi
culminano con la grandiosa Crocifissione (datata 1493) che occupa, per intero,
la parete di fondo.
La Crocifissione pone al centro il Cristo morente
affiancato dai due ladroni dalla cui bocca escono le anime accolte
rispettivamente da un angelo e da un diavolo; ai piedi della croce una
serie di
personaggi a piedi ed a cavallo si contrappongono alla Vergine sorretta dalle pie
donne e San Giovanni Evangelista. Fra gli anonimi volti della folla ne
spicca centralmente uno che, si sostiene, potrebbe essere l'autoritratto del
pittore stesso.
All'interno della Chiesa, vicino al fonte
battesimale, c'è un elenco dei parroci che svolsero anni del loro sacerdozio ad
Elva. Tra di essi ricordo, con particolare affetto, Don Michele Fusero che amò
talmente tanto Elva da dedicarle numerose poesie, come quella riportata qui a
fianco.
Alcune immagini della Chiesa
Il Portale 

La Cappella di San Pancrazio
La Crocifissione

 têtes
coupées
|
|
Elva
Quando il mondo sembra finito
lì nascosto dietro una roccia;
quando di case non se ne vedono più
se non dalle cime ricoperte di neve
e il vallone tagliato a coltello
dove le acque del torrente
si spezzano col rumore,
giù nelle rocce e sembrano d'argento;
proprio lì, davanti al naso,
c'è un
campanile con una chiesetta.
L'acqua smette di far rumore:
per i prati,
tranquilla, scorre lenta.
E' la Chiesa che mi rallegra,
lassù in
alto, in mezzo ai pini.
Vola intorno una farfalla:
splende il sole
e il cielo è sereno.
Tutto intorno, dritte e severe
come attente sentinelle,
- dal Nebin al Camoscere -
varie punte,
tutte belle.
E, sullo sfondo, più alto ancora,
si alza
il Pelvo e guarda in basso
le borgate... Sembra un pastore
con il suo gregge di pecore a spasso.
Ma la in basso, un suono chiama
dal
campanile puntato lassù
come il dito di nostra madre:
già qualcuno l'ha sentito.
Uno dopo l'altro corrono in Chiesa:
piccolo gregge di pecore. E lì,
lì, che
predica e battezza
- che sorpresa - il pastore sono io.
don Michele Fusero
|
|