Nel 1970, Marco Dao nel libro “Elva, eroica, incredibile, storia di una strada” scrisse: “una storia di uomini coraggiosi, i quali sfidando avversità naturali, ed opposizioni tenaci di altri uomini, riuscirono a dare vita ad una strada, di cui oggi tutti parlano bene, ma che un tempo fu vista come una follia“.
La strada di cui parla Marco Dao è il Vallone di Elva: dieci chilometri di carrozzabile, chiusa da pareti di roccia viva, fiancheggiata da dodici gallerie scavate nella roccia che riservano un paesaggio mozzafiato.

A dir la verità, non tutti ne parlano bene; spesso e’ vista con timore dai turisti che la credono pericolosa ed impressionante e talvolta rinunciano a salire ad Elva proprio a causa del Vallone…. ma, in fondo, non e’ pur vero che tutto ciò che vale lo si deve guadagnare con un po’ di fatica?! E la via che conduce al paradiso non si dice che sia anche ripida e tortuosa?!

Il Vallone di Elva: un po’ di storia.

All’inizio tutte le questioni sulla spettacolarità di questa strada interessavano tuttavia poco: al paese di Elva serviva principalmente una via di collegamento più breve di quella esistente e che rompesse l’isolamento dei suoi abitanti! Furono Alessandro Claro e Chiaffredo Dao i primi a capirne l’importanza ed ad intraprendere questa avventura…
Alessandro Claro, oste della Borgata Reynaud, morendo nel 1880, lasciò un’eredita’ al Comune con il preciso intento che fosse usata per la costruzione del Vallone Comba e fu l’allora sindaco Chiaffredo Dao ad incominciare la dura lotta per la realizzazione di questo progetto. Egli incaricò un gruppo di validi uomini che, a colpi di picozza, costruirono un primo stretto ed accidentato sentiero. Questa costruzione subì da subito interferenze a battute d’arresto ma nel 1891 fu addirittura Giovanni Giolitti a prodigarsi affinchè i lavori continuassero.

In seguito, solo le guerre riuscirono ad interrompere la continuazione dei lavori di miglioramento e furono uomini come Giovanni Antonio Garneri, Antonio Riberi e Carlino Dao a portare avanti questa lotta. Il 14 giugno 1950 gli elvesi Natale Baudino e Marco Dao si ricarono fino a Roma per portare la voce delle aspirazioni elvesi!

Un importante traguardo!

Nel frattempo erano iniziati anche i lavori per la strada di collegamento tra Elva e Sampeyre e così, nel 1956, gli elvesi poterono festeggiare la conclusione di ben due strade carrozzabili!
Come scrisse don Giovanni Chiotti nel bollettino parrocchiale di Elva che celebrava l’inaugurazione delle strade: “le sorgenti dei grandi fiumi sono quasi sempre nascoste: le origini delle grandi imprese sono quasi sempre umili e semplici come l’uovo di colombo!”

Il Vallone di Elva è stato anche scelto dal regista Giorgio Diritti come la lunga e tortuosa strada che conduce al famigerato paese di Chersogno nel film “Il vento fa il suo giro”. Chissà se da lassù, i coraggiosi uomini che avevano intrapreso questa avventura, avranno gioito a sapere che le immagini della strada che tanto amarono hanno fatto il giro del mondo!!

Un epilogo doloroso…

Purtroppo nel 2014 una frana ha compromesso la viabilità della strada del Vallone che da allora, per ordinanza della Provincia di Cuneo, è chiusa al traffico. Tuttavia la popolazione elvese considera questa come la SUA UNICA VERA STRADA e ha costituito un comitato affinché il lavoro di tanti elvesi non rimanga un ricordo e questa spettacolare strada torni presto nuovamente percorribile.